The Haunting of Hill House : recensione


The Haunting of Hill House: Mike Flanagan scrive il suo grande romanzo americano con l’inchiostro fantasma nella nebbia del tempo.

The Haunting, di cui questo Hill House rappresenta il primo capitolo, è una serie antologica ideata da Mike Flanagan ed ispirata ai grandi romanzi-racconti gotici americani.

Questa prima stagione prende ispirazione dal romanzo di Shirley Jackson “L’incubo di Hill House”, mentre la seconda stagione (The Haunting of Bly Manor) dalla novella di Henry James “Il giro di vite”.

The Haunting of Hill House è uscita su Netflix a fine 2018 ed ha confermato Mike Flanagan come uno dei registi horror più convincenti della sua generazione, oltre che uno sceneggiatore dalle doti incredibili e oserei dire Kinghiane, nel senso più alto e nobile del termine.

Se c’è una cosa che più stupisce di questa prima stagione, infatti, è il ritmo lento ma avvolgente con la quale è stata confezionata, come una sinfonia di musica classica con i suoi diversi movimenti e tempi, a volte allegro, altre moderato, altre ancora adagio, stabilendo in questo senso una nuova concezione di come debba essere gestita con maestria la storia all’interno di una serie tv.

Flanagan è uno che sa come raccontare una storia di fantasmi, su questo non ci piove: e la sua bravura sta nel saper dosare attese e rivelazioni, colpi di scena e jumpscare (mai esagerati) tenendo incollata l’attenzione di chi guarda come solo i grandi storyteller sanno fare.

Ogni episodio di The Haunting of Hill House rivela con estrema precisione e tecnica raffinata una parte del tutto, come la preziosa tessera di un mosaico più grande, e si arriva alla fine di ogni puntata sbalorditi e soddisfatti, consapevoli di aver visto qualcosa di più di una semplice serie horror sui fantasmi.

The_Haunting_of_Hill_House

La protagonista di questo gioiello narrativo è sicuramente la casa sulla collina, un luogo affascinante, tremendo e mortale, dentro il quale il tempo sembra vivere di regole tutte sue: i fantasmi scorrono in essa, tra le mura e le porte chiuse, come sangue nero nelle vene di un cadavere putrescente.

Ma la casa non è la sola protagonista: Mike Flanagan esplora attraverso le sue stanze la storia di una famiglia, dei legami di cui è intessuta e i sentimenti che la tengono unita, mentre la malvagità senza fine della casa sulla collina ne perseguita i componenti infestandone come un parassita gli animi e le vite al di fuori delle sue mura.

The-Haunting-og-Hill-House

Infine una menzione particolare va fatta agli interpreti, tutti strepitosi dal primo all’ultimo, che contribuiscono insieme al genio di Flanagan a rendere questa serie imprescindibile per tutti gli amanti dell’horror e in particolare delle storie di fantasmi.

Vi lascio come sempre a fine articolo al giudizio in proposito del nostro caro Jason J. Myers, autore dei racconti horror presenti in questo blog:

“Attraverso un uso rivoluzionario di tutte le tecniche narrative a sua disposizione, Flashback, Flashforward, Media-res ed ellissi, Flanagan tesse la tela di questa affascinante epopea macabra con le mani abili di un maestro, raggiungendo vette sublimi e forse scrivendo il capolavoro di una vita. The Haunting of Hill House è una serie strepitosa, un affresco gotico, malinconico e struggente, dentro il quale la paura aleggia come una nebbia fitta, oltre la quale possiamo trovare tutte le emozioni che solo le grandi storie horror sanno regalare.”

VOTO: 9 E 1/2

Autore della recensione: Jake Green


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *