Chi cerca trova


La cassapanca era lì. In mezzo alla strada come una bara caduta da un carro funebre. Buttata sull’asfalto, immobile.

Frederick la guardò per l’ennesima volta, grattandosi la testa con fare perplesso.

Non che sentisse prudere, naturalmente: era solo perché a quel modo gli pareva di ragionare meglio. Grattarsi il cranio è un gesto che aiuta a riflettere, in certi casi. Anche se in quel caso specifico non parve aiutarlo particolarmente.

Si trattava di una cassapanca, né più né meno che quello, e anche se fosse rimasto lì a guardarla fino a che non fosse sopravvenuta l’alba difficilmente questa gli si sarebbe rivelata in altri significati.

Anche perché, che diavolo di significato poteva mai avere una cassapanca? Lasciata in mezzo ad una provinciale che si perdeva tra i boschi e la campagna piemontesi, nel pieno della notte, a svariati chilometri dal primo centro abitato e a parecchi di più dal loro albergo.

I fasci di luce della sua macchina, parcheggiata sul lato della strada, la illuminavano a metà fendendo per quel che riuscivano la nebbiolina fitta e umida che ammorbidiva l’aria. Da quel poco che si vedeva, il legno di cui era fatta dava l’idea di essere alquanto massiccio. Non che lui se ne intendesse… però sembrava essere parecchio pesante.

Sua moglie, sporgendosi con la testa dal finestrino della Skoda, lo fece saltare in aria di un paio di centimetri con la sua voce isterica.

“La smetti di fissare quell’affare!?”

Il silenzio notturno era così denso che le note stridule di Emma lo penetrarono come coltelli diritti al cuore. Il suo.

Frederick, voltandosi verso la donna, fece un gesto stizzito con il braccio.

“Ma che diavolo ti strilli? Mi hai fatto pigliare un colpo…”

Sua moglie ridacchiò acidamente.

L’averlo fatto spaventare sembrava darle una gran gioia.

“Andiamocene da qua, perdio… lascia perdere quella dannata cassa e filiamocela… Sono le tre di notte – lo implorò – ho sonno e voglio andare a dormire…”

Una leggera increspatura incrinò momentaneamente la rudezza dei suoi modi, come se non fosse più così sicura di voler prendere in giro il suo uomo e l’interesse di quest’ultimo verso quel dannato affare che bloccava loro il passaggio. La sua voce parve ritornare per un momento quella della donna che aveva conosciuto una quindicina d’anni prima, tenera e dolce come le pesche in estate.

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Frederick lasciò perdere per un istante i lamenti della moglie e fissò di nuovo il legno laccato, che gli stava davanti chiuso e indecifrabile.  

Prima di lasciarli andare via, Alessandro con tono scherzoso si era raccomandato con Emily di tener d’occhio il marito, pur sapendo che la donna lo avrebbe fatto in ogni caso, dato che era il compito principale di ogni rappresentante del genere femminile quello di assillare il proprio compagno mentre questi guidava.

Avevano bevuto più o meno la quantità di vino che di solito lui e Joanna si facevano fuori in due settimane, senza contare gli amari e i distillati; Frederick aveva ancora in bocca il sapore di quell’ultimo liquore alle erbe, offerto a tradimento quando erano sul punto di alzarsi da tavola: continuava a tornargli su ad intervalli regolari come un singhiozzo fastidioso.

Maledetti amari italiani… Il whisky non ne dava mica, di questi fastidi.

Joanna ritornò all’attacco. “Se non ti decidi mi metto al volante e ti pianto qui da solo, tu e quell’affare maledetto… giuro che lo faccio!”

“Arrivo, cazzo… che ti venga un accidente!”

Dopotutto, che cavolo glie ne fregava se qualcuno aveva abbandonato una cassapanca nel bel mezzo della strada, in un paese che non era nemmeno il suo. Gli sarebbe bastato spostarla di un metro o poco più sul bordo terroso, a margine della strada dove finiva l’asfalto, e avrebbero potuto finalmente tornarsene all’albergo a smaltire la sbronza e recuperare qualche ora di sonno.

Che andassero al Diavolo tutti quanti… loro e tutti gli amari d’Italia!

L’uomo fece un gesto con la mano, stizzito.

“Bah!”

Avanzò di un passo con fare risoluto e fu proprio in quel momento che vide la cassa muoversi.

Il mobile si spostò leggermente di lato, raschiando l’asfalto sottostante.

Come se dentro ci fosse qualcosa di vivo.

Questo gli fece ghiacciare il sangue nelle vene più delle grida di sua moglie. 

TO BE CONTINUED…


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