The Babysitter: recensione


The Babysitter è un film slasher del 2017 diretto da McG, pseudonimo di Joseph McGinty Nichol, che sostanzialmente appartiene alla sottocategoria comedy-teen-horror, che tanto va di moda negli ultimi tempi (vedasi i film di Christopher Landon).

La trama è incentrata su un adolescente americano vagamente “sfigato” (termine detestabile, lo so) che quando i genitori sono fuori casa viene accudito, si fa per dire, da una babysitter molto bionda e molto americana, interpretata dall’attrice australiana Samara Weaving, completamente centrata nel ruolo.

Americano/a è un aggettivo che userò molto spesso per scrivere questa recensione, quindi preparatevi e magari nel frattempo cuocetevi qualche pop-corn al microonde, che fa molto americano.

Perché “The Babysitter” trasuda americanità da tutti i pori: non c’è una singola scena, ambientazione, cliché o modo di fare e pensare che non rispecchi al cento per cento la cultura cinematografica horror targata USA dagli anni ottanta ad oggi. In un certo senso, potremmo dire che in qualche modo appartiene a quella sorta di revival partito da Stranger Things et similia.

Ritornando alla storia, il film parte come una normale commedia americana (appunto) di genere teen, per poi virare prepotentemente nello slasher più sadico con una sterzata secca di 180 gradi degna di un episodio di Fast & Furious.

Un sadismo fracassone e alquanto macabro è la cifra stilistica di un po’ tutto il film, che anche nelle scene più trucide mantiene comunque un tono da black comedy alquanto sopra le righe, riuscendo in diversi momenti a strappare più di un sorriso, e magari anche qualche risata (sempre che abbiate un gusto per l’umorismo macabro ben sviluppato come il sottoscritto).

Per il resto, che dire: “The Babysitter” è un film carino, che si lascia guardare senza pretendere troppa attenzione, riesce ad intrattenere e mantenere desta l’interesse per tutta la sua durata. Non è un capolavoro, questo è pacifico: a mio avviso ci sono un po’ troppi cliché narrativi nella sceneggiatura e a volte la sospensione dell’incredulità viene messa a dura prova.

Però è un film che vuole divertire senza prendersi troppo sul serio: riesce anche a prendere in giro alcuni stereotipi dei film horror in maniera intelligente e se solo avesse approfondito alcuni dei temi trattati sarebbe potuto diventare un piccolo cult.

the_babysitter_2017

Ad ogni modo, è un film perfetto per una serata di svago e cazzeggio, se non si hanno troppe pretese; non fa paura, ma gli effetti speciali sono ben fatti e il livello di sadismo, al netto dello humor, è sufficiente a non indispettire gli appassionati puri e duri dello slasher americano.

Vi lascio come al solito al giudizio di Jason J. Myers, l’autore dei racconti horror presenti in questo blog:

“The Babysitter è divertente e sadico quanto basta per non annoiare: ci sono ammazzamenti originali, soluzioni narrative simpatiche e un ritmo sostenuto. Il livello di sangue e violenza è più alto rispetto ad altre comedy-horror, però avrei preferito una maggior profondità nei contenuti e nei temi, che a volte rimangono un po’ in superficie. In ogni caso, promosso!”

VOTO: 7

Autore della recensione: Jake Green


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