Halloween 2 (2009), Rob Zombie prosegue il suo viaggio psichedelico e demoniaco alla scoperta di Michael Myers.
Diciamoci pure la verità, solo un genio pazzoide e tracotante come Rob Zombie poteva fare un seguito di Halloween completamente avulso da tutti i film precedenti della serie, infilandoci anche temi satanici e visioni oniriche manco fosse Fellini…
Però questo Halloween 2 di Rob Zombie funziona eccome, pur deragliando in maniera considerevole dai binari soliti a cui tutte le versioni precedenti del mito di Michael Myers ci avevano abituati.
Funziona perché è di una brutalità sconvolgente, come mai si era vista fin qui in un film di Halloween: Michael Myers ammazza in maniera selvaggia, come una macchina della morte, usando una violenza rabbiosa che trascende ogni barlume di umanità terrena.
In questo senso è la prima volta che un serial killer cinematografico, quindi di fantasia, è talmente realistico nella sua rappresentazione rabbiosa da divenire quasi reale e tangibile.
D’altro canto, con Halloween 2 Rob Zombie intende esplorare anche i legami familiari di Michael Myers, in primo luogo il rapporto con la madre, che compare insieme al suo alter ego bambino per tutto quanta la storia, in visioni oniriche dall’alto valore simbolico e psicologico.

La stessa Laurie Strode, che sarebbe poi Angel Myers, in questa nuova versione del mito diventa a sua volta un membro a tutti gli effetti dalla famiglia Myers, dimostrando che i geni non mentono, e che l’ereditarietà non è solamente una teoria, aprendo in tal senso una possibilità di evoluzione futura del mito che forse Zombie progettava già con questo sequel.
Chissà se Zombie ritornerà prima o poi con un terzo capitolo della sua personalissima rivisitazione del mito di Halloween. E chissà se con queste premesse riuscirà a stravolgerne completamente e senza via di ritorno lo schema generale, facendolo diventare altro, l’Halloween 2.0 che potrebbe forse rinnovare seriamente un mito ormai diventato – come tutti i miti horror abusati da troppi sequel e remake – una fotocopia sbiadita di sé stesso.
Com’è consuetudine di Paura del buio, vi lascio come sempre a fine recensione alle parole del nostro caro Jason J. Myers, autore dei racconti horror presenti in questo blog:
“Con Halloween 2 Rob Zombie getta le premesse per un ideale terzo capitolo al di fuori di ogni schema prestabilito. Il sequel del suo remake è iper-violento, sadico e totalmente Zombieficato (anche nella scelta degli attori di contorno, tutte conoscenze fidate e ricorrenti delle sue opere). Ma piur nella sua autorialità e personalizzazione estrema, risulta comunque un film horror godibile e in qualche modo coerente alla saga. Non un capolavoro, ma tra i suoi film più riusciti.”
VOTO: 8
Autore della recensione: Jake Green