Ve ne dovevate andare : recensione


Ve ne dovevate andare : quando un semplice invito si trasforma in un biglietto di sola andata per l’inferno.

Potrebbe sembrare strano ad alcuni di voi leggere il nome di Kevin Bacon sulla locandina di un film horror come “Ve ne dovevate andare” di David Koepp, ma in realtà il nostro belloccio americano preferito – oltre ad essere diventato immortale con commedie come Footlose e Tremors – ha bazzicato più volte nel genere (Echi mortali, The darkness, L’uomo senza ombra); pensate che addirittura il suo esordio come attore risale al primo capitolo della saga di Venerdì 13, nel 1980.

C’è però da dire che – Venerdì 13 a parte – la presenza di Bacon in un horror di solito garantisce una sorta di marchio di fabbrica che esclude lo splatter o la violenza estrema, e questo “Ve ne dovevate andare” in un certo senso rispetta tali canoni, trattandosi di un horror soprannaturale in cui prevalgono la tensione psicologica, alcuni jumpscare ben riusciti e una trama molto originale, che tratta il tema delle “case stregate” da un punto di vista nuovo e non banale.

Tratta da un romanzo di Daniel Kehlmann, la storia è quella di una famiglia per così dire atipica – lui è un riccone dal passato oscuro, con diversi anni di differenza dalla moglie attrice hollywodiana – composta dai due genitori (Bacon e una sempre ottima Amanda Seyfried) e una bambina piccola, che decidono di passare una vacanza tra le lande desolate del Galles, in una casa tetra e fredda quanto il cuore di un assassino, pensando di trovare in un ambiente così inospitale e lugubre riposo dalle fatiche cittadine.

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Ora, converrete con me che già dall’incipit si capisce benissimo che i nostri tre sventurati troveranno tutto tranne che pace e riposo, a meno che non si parli di quello eterno… il che vi fa capire che la protagonista assoluta di questo film è, come in tutti i film del genere sulle case stregate, per l’appunto questa casa fredda e monolitica, piena di stanze e intricata come un labirinto, dentro cui il nostro Kevin si perderà a rischio della sua vita e di quella della sua famiglia.

Il film di Koepp si sviluppa così intorno alla storia personale dei nostri due protagonisti e a come verranno in qualche modo risucchiati nelle tenebre dei loro passati e del loro futuro, mentre presenze minacciose che vivono nella casa cercheranno in ogni modo di non farli andare via da lì… ma a questo punto mi fermo, perché non vorrei spoilerarvi troppo: non è mia abitudine farlo – come i lettori abituali di questo blog ormai sanno – e in generale si può dire che “Ve ne dovevate andare” è il classico film che ruota intorno ad un’idea centrale che sorregge tutta la trama, quindi qualsiasi anticipazione potrebbe rovinarvi completamente la sorpresa o il piacere di vederlo.

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Perché è chiaro che vi consiglio di farlo, dato che “Ve ne dovevate andare” è proprio un bel film horror, che non vi farà rimpiangere il tempo occupato a guardarlo: ha una trama solida e originale, gli interpreti sono al massimo della forma e l’atmosfera è quella giusta, ti tiene incollato fino alla fine per capire come andrà a finire questa storia di fantasmi (della mente ma non solo).

Ma sentiamo cosa ne pensa a proposito Jason J. Myers, autore dei racconti horror presenti in questo blog:

“Ve ne dovevate andare è un film che mi ha piacevolmente sorpreso: oltre ad avere come protagonista il sempre ottimo Kevin Bacon, ha una storia che vale la pena di guardare fino all’ultimo minuto – di questi tempi non è poco – e un arco narrativo che si sviluppa con un ritmo praticamente perfetto, svelando le carte lentamente ad una una, come un giocatore di poker professionista. Da vedere!”

VOTO: 8 +

Autore della recensione: Jake Green


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