“Le colline hanno gli occhi” (2006), diretto da Alexandre Aja, è un remake del film horror omonimo del 1977, film cult e uno dei primi successi di una leggenda come Wes Craven – Nightmare – dal profondo della notte, Scream etc. – il quale è anche produttore di questo film.
La storia è la stessa dell’originale del 1977 e vede un’allegra – si fa per dire – famigliola andare alla ricerca delle rogne più fetenti durante un viaggio con il camper verso la California. Ci sono in realtà alcune differenze con il film del ’77. queste però non vanno ad incidere con il nucleo centrale degli eventi, che soprattutto nella sceneggiatura risultano essere in molti punti identici al primo.

Farne uno uguale in tutto e per tutto, però – come ha fatto Van Sant con Psycho – non avrebbe avuto molto senso e in questo bisogna riconoscere ad Aja di aver introdotto le giuste variazioni sul tema, per rendere appetibile negli anni duemila una storia uscita tre decenni prima.
Tali variazioni, in particolare, riguardano l’abbondanza di splatter, che rende il sadismo generale di cui era diffuso anche il primo film ancora più tangibile, folle e malsano; anche il character design degli antagonisti principali esibisce in questa nuova versione un look più aggressivo e inquietante, allacciandosi in maniera più consistente allo sfondo post-esperimenti nucleari fatti dal governo nel deserto del New Messico.
In questo senso “Le colline hanno gli occhi 2006” è molto più horror del suo originale, che all’epoca ambiva più che altro essere uno slasher in stile “Non aprite quella porta” (molto più edulcorato, però) con un sottotesto sociale e politico tipico di quegli anni.
Questo remake, pur proponendo senza sostanziali variazioni la storia originale è decisamente più esagerato, violento e splatter. Il che non è assolutamente un difetto, perché si capisce che Aja desidera trattare con rispetto il materiale di partenza (il beneplacito di Craven alla produzione penso sia lì a dimostrarlo), ma allo stesso tempo vuole aggiornarlo ai nuovi standard dell’horror negli anni duemila.

Quindi che cosa si può dire alla fine di tutto per descrivere al meglio “Le colline hanno gli occhi 2016″… tanto per cominciare, è uno di quei remake che non fa rimpiangere l’originale e che non fa gridare allo scandalo i puristi per aver infangato la memoria di un cult horror (vedasi le varie riproposizioni della saga di Non aprite quella porta); inoltre gli attori sono tutti molto convincenti e mai sopra le righe; infine, tutto il film è permeato di uno spirito da revenge-movie che si arriva alla fine provati ma felici, un po’ come in un capitolo di John Wick.
Vi lascio come sempre alle parole di Jason J. Myers, autore dei racconti horror presenti in questo blog:
” Questa nuova versione di un classico degli anni settanta è pura dinamite. Alexander Aja è uno che sa il fatto suo e gira un horror splatter con i controcazzi, fedele all’originale ma allo stesso tempo profondamente rinnovato. Da vedere!”
VOTO: 8 e 1/2
Autore della recensione: Jake Green