The Bondsman: Kevin Pancetta per i tipi di Blumhouse in una serie seriosa a corrente alternata.
Non appena ho saputo che sarebbe uscita (per altro in sordina e senza troppi preavvisi) una nuova serie horror prodotta da Blumhouse ed interpretata da Kevin Bacon, la prima cosa che ho pensato è stata “Giuda ballerino (cit.), questa sì che è una figata!”.

Primo perché, come sanno anche i muri, Blumhouse è la casa di produzione che a partire dagli anni duemila ha dato nuova linfa al genere, inaugurando una rinascita dell’horror che, tra alti e bassi, continua tutt’ora a deliziare i fan di tutto il mondo.
Secondo… beh, parliamo di Kevin Bacon, che ve lo dico a fare… è dai tempi di “Footloose”, “Tremors” e “L’uomo senza ombra” (Ma era anche nel primo Venerdì 13 del 1980) che l’amico fa parte del nostro immaginario cinematografico e non è certo la prima volta che bazzica dalle parti dell’orrore su pellicola (oggi digitale).
Detto questo, The Bondsman è una serie horror che a mio avviso funziona solo in parte, anche se si lascia guardare, e che tutto sommato non riesco a bocciare completamente.
Dalla sua, The Bondsman ha delle scene splatterose e divertenti (per quelli a cui piacciono sangue, cervella e ossa rotte in maniera originale), supportate da ottimi effetti speciali. La confezione è scintillante, così come le ambientazioni rurali, da profondo sud campagnolo della vecchia America. Quest’ultime, poi, fanno molto “Non aprite quella porta”, non so se mi spiego.
Anche il livello di recitazione è ineccepibile, quantomeno per un prodotto senza troppe pretese come questo: oltre a Bacon ci sono diversi caratteristi che fanno il proprio dovere per rendere il tutto convincente e, in alcuni punti, quasi divertente.
Ma è appunto in quel “quasi” che si può riassumere un po’ tutto The Bondsman…
E’ quasi divertente, o forse vorrebbe esserlo, ma in realtà si prende molto sul serio; e anche se alcune scene tentano di strappare un sorriso, di ironia ne troviamo davvero poca. Per intenderci, “Ash vs Evil dead” è tutto su un altro livello da questo punto di vista.
E’ quasi spaventoso, ma le scene che ti mettono i brividi alla base del collo sono forse un paio, volendo essere generosi.
E’ quasi originale, se vivessimo in un mondo in cui “Buffy l’ammazzavampiri”, “Supernatural”, “il già citato “Ash vs Evil dead”, “Preacher”, “Evil” e metteteci voi altre serie horror a tema cacciatori di demoni , scontri tra Bene e Male vari che vi sono piaciute, non fossero mai esistite…

Devo ammettere che, rispetto a questo nuovo prodotto Blumhouse avevo forse aspettative troppo alte – quantomeno per un prodotto d’intrattenimento breve, con puntate di mezz’ora l’una – e ciò potrebbe avere in parte influito sul mio giudizio.
Sicuramente c’è in giro di peggio, sia a livello di originalità che di qualità generale; quindi diciamo che si becca una sufficienza stiracchiata, anche tenendo conto del fatto che me la sono vista tutta senza che mi sanguinassero gli occhi.
Confido che nelle prossime stagioni (che il finale aperto lascia prevedere) gli autori aggiustino il tiro: non è detto che non possa diventare una serie divertente e forse anche memorabile.
Ma lasciamo come di consueto la parola al nostro caro Jason J. Myers, autore dei racconti horror presenti in questo blog, per un giudizio sintetico su questa serie:
“The Bondsman è stata una mezza delusione, ma giusto perché c’è il mitico Kevin Bacon di mezzo, non lo butto via del tutto (del resto del maiale non si butta via nulla, figurarsi la pancetta). Ci sono i margini per migliorarne i difetti e aggiungendoci un pizzico di originalità e una manciata di ironia potrebbe venirne fuori una serie coi fiocchi. Speriamo si rifacciano con la seconda stagione…”
Voto: 6-
Autore della recensione: Jake Green